Note 176 — CAPITOLO CLVI. Belle arti.
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Anche le lodi sono caratteristiche. Fulvio Testi lo chiama «il Michelangelo del nostro secolo, tanto nel dipingere quanto nello scolpire, e che non cede a nessuno degli antichi nell’eccellenza dell’arte. È veramente un nome da far impazzire le genti, perchè sa molto anche di belle lettere, ed ha motti e arguzie che passano l’anima. Lunedì fa recitar una commedia da lui composta, dove sono cose da far morire dalle risa chiunque ha pratica della Corte, perchè ciascuno, sia piccolo sia grande, prelato o cavaliere, ha la parte sua».
John Evelyn, nelle Memorie e Diario del viaggio che allora fece in Italia, stampato a Londra il 1827, dice che il Bernini diede un’opera, ove egli stesso dipinse le decorazioni, scolpì le statue, inventò le macchine, compose la musica, scrisse le parole, fabbricò il teatro. Per la fontana del Vaticano Girolamo Preti cantava:
Ondosa mole ognor d’acqua feconda A piè del Vaticano il capo estolle; L’alto di spuma è biancheggiante, è l’onda, Benchè gelida sia, gorgoglia e bolle. Quasi corona il marmo orna e circonda, Misto a perle stillanti argento molle; Cade un fiume dintorno e l’aria inonda, E par che procelloso ondeggi un colle. Meraviglia di Paolo; i marmi e i monti, Nuovo Encelado santo, innalza e move, E trae, nuovo Mosè, da pietre i fonti. E mentre è il ciel sereno, il nostro Giove Che i torrenti sotterra al cenno ha pronti, Gl’innalza, e senza nube i nembi piove.
È notevole l’opera: Numismata summorum pontificum templi Vaticani fabricam indicantia, chronologica ejusdem fabricæ narratione ac multiplici eruditione explicata... a patre Philippo Bonanni Societatis Jesus. Roma 1696.