Note 288 — CAPITOLO CLIX. Scienze naturali e matematiche.
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Nel febbrajo 1856 l’ingegnere Quintino Sella all’accademia delle scienze di Torino produceva un passo d’un discorso, dal dottore Domenico Guglielmini di Padova recitato nel 1688, dove riconosceva i cristalli non come giuochi della natura, ma effetto di forze molecolari, rette da leggi costanti ed invariabili; che i cristalli della medesima sostanza sono poliedri, i cui angoli diedri rimangono sempre i medesimi, sicchè non vi manca che la proporzionalità dei lati per essere poliedri simili; che ogni cristallo è un aggregato di molecole aventi la forma stessa del cristallo; che dalla forma unica prima delle molecole derivano quelle che una sostanza può rivestire, e che perciò sono definite. Se avesse pensato applicare il calcolo allo studio de’ cristalli, preveniva la gloria di Romé de l’Isle e di Haüy.
Anche Giovanni Pona fece una descrizione delle rarità di Montebaldo. L’Imperato (Historia naturale, 1599) sostiene che i polipi calcari non erano pietre vegetanti come teneansi generalmente.