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Storia degli Italiani, vol. 11 (di 15)

Note 286 — CAPITOLO CLIX. Scienze naturali e matematiche.

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«Tale opera dovea condurre ad una felice rivoluzione nella botanica: ma niuno allora volle seguirlo nel cammino segnato, perchè si era di troppo lasciati addietro i contemporanei. Gaspare Bauhin afferma d’aver pensato distribuire il suo Pinax secondo il metodo di Cesalpino, ma confessa che non lo comprendeva abbastanza. Inoltre era costume vedere le opere di botanica adorne di figure, e Cesalpino le avea sbandite dalla sua. Torto suo più reale fu il non esporvi la concordanza della nomenclatura degli autori che l’avevano preceduto e dei suoi contemporanei; indica le piante con nomi suoi particolari, o nomi vulgari in alcuni paesi d’Italia; principalmente nella Toscana, onde fu malagevole determinare di quali parlasse, e Bauhin sovente vi s’ingannò. Per la stessa ragione non si può determinare il giusto numero delle specie, di cui fa menzione: quei che lo portano ad ottocento, non hanno contato che le principali, e ammontano a mille cinquecentoventi secondo Haller...

«Nella prefazione, piena d’osservazioni nuove e filosofiche che annunziano un ingegno superiore al secolo, in una pagina concentra i principj e pone le basi su cui stabilire i metodi ed i sistemi di botanica; tutti i vantaggi che se ne possono trarre, nel cui numero mette la conoscenza della proprietà delle piante, che si può dedurre conformemente alle loro affinità o alla somiglianza delle loro forme esterne. Malgrado i lavori posteriori su tale argomento, non si è potuto aggiunger nulla d’essenziale a tale schizzo; dimodochè se di tutte le sue opere ci fosse rimasta questa pagina sola, basterebbe ad assicurarne per sempre la gloria». Du Petit Thouars.

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