Note 328 — CAPITOLO CLIX. Scienze naturali e matematiche.
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Il Bernini, nella Storia delle eresie, fa star Galileo prigione cinque anni; Pontécoulant dice che, anche nelle carceri dell’Inquisizione, sostenne la rotazion della terra; Brewster, che fu tenuto prigioniero un anno; Montucla riporta altri che dicono essergli stati cavati gli occhi ecc. Il Libri s’ingegnò di ravvivare queste accuse, che le Memorie e lettere pubblicate dal Venturi aveano sventato. Abbastanza torti ha l’Italia verso i suoi grandi, senza apporgliene di falsi.
Il processo originale di Galileo fu portato a Parigi nel 1809, e non fu restituito nel 1815; solo Pio IX potè riaverlo, e lo restituì alla vaticana nel 1850. Monsignor Marini ne diede informazione nell’opuscolo Galileo e l’Inquisizione. Comprende anche il processo del 1615, ma per mal consiglio non lo diede intero. In questi ultimi anni se ne parlò moltissimo, e per opera di Domenico Berti può dirsi chiarito il vero contro i volgari declamatori.
Negli altri processi, dopo fatto al costituito l’intimazione di dire la verità, se egli negò, segue questa formola: Tunc DD. sedentes etc., visa pertinacia et obstinatione ipsius constituti, visoque et mature considerato toto tenore processus... decreverunt ipsum constitutum esse torquendum tormento funis pro veritate habenda... et ideo mandaverunt ipsum constitutum duci ad locum tormentorum etc.
Qui invece, dopo la negativa di Galileo, si soggiunge: Et cum nihil aliud posset haberi, in executione decreti, habita ejus subscriptione, remissus fuit ad locum suum.
Qual era il decreto che si eseguiva? Quello del papa, ch’è inserito nel processo, ove diceasi: Sanctissimus decrevit ipsum interrogandum esse super intentione, et comminata ei tortura, ac si sustinuerit, previa abjuratione etc.