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Storia degli Italiani, vol. 11 (di 15)

Note 291 — CAPITOLO CLIX. Scienze naturali e matematiche.

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De fontium mutinensium admiranda scaturigine. Secondo Gianfrancesco Rambelli (Lettere intorno le invenzioni e scoperte italiane Modena 1844), la prima memoria de’ pozzi forati in Modena sale al 1479, poichè ne’ Ricordi di Gaspare Nardi si legge che Giovanni Bentivoglio cominciò a far fare una fontana in Bologna, e che andò colà «uno maestro de Regio, che forava con un trivello de capo de uno abedo, e insediva l’uno abedo de co’ de l’altro, e per questo modo andava giuso quanto voleva, in modo che andò sotto piedi centosessantadue se rompè dentro quello con che forava». Giovanni Agazzari nella cronaca inedita di Piacenza, al 1478 scrive: Nota quod hoc anno repertus est quidam novus modus fodendi et eaciendi fontes vivos et salientes super terram per quosdam parmenses, et res mira et grandis valde, argumento cujusdam physici regini. Ap. Pezzana, Storia di Parma, IV. 23.

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