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Storia degli Italiani, vol. 11 (di 15)

Note 73 — CAPITOLO CLII. Il Fuentes. L’Ossuna. Congiura del Bedmar. Masaniello.

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Il cardinale Bentivoglio, al 24 aprile 1619, scrive da Parigi: — Qui si conclude fra questi ministri regj che, per assicurare la quiete d’Italia, niuna cosa potrebbe essere più a proposito che di veder levato di Napoli il duca d’Ossuna, e che a questo fine potrebbero giovar molto gli officj di nostro signore fatti opportunamente; e non è dubbio ch’egli è un uomo turbolento e pieno di stravaganti capricci: e fin dal tempo che io lo conobbi in Fiandra, fu tenuto sempre in quest’opinione. Vedesi ch’egli non vuol obbedire, anzi che vuol far nascere qualche occasione necessaria di guerra, ed è stato un brutto termine quello di aver ricettato quel capo d’Uscocchi, e peggiore è quello di non voler restituire quei vascelli e robe dopo tanto tempo. Ed il male è che non si crede che questi siano suoi capricci, ma che il tutto venga di Spagna; onde le genti si disperano alfine, e se il fuoco si accende in Italia, sarà impossibile che i Francesi non s’interessino coi Veneziani e con Savoja, e che non si venga in ultimo a rompimento fra le due corone. Abbiamo l’esempio fresco dello stato in che aveva ridotte le cose di Lombardia don Pietro di Toledo con le sue stravaganze.

Lamenti consimili suonano nei dispacci de’ residenti veneti.

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