Note 88 — CAPITOLO CLII. Il Fuentes. L’Ossuna. Congiura del Bedmar. Masaniello.
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Il sunnominato gesuita Magnati al 18 marzo 1468 scriveva: — Il Guisa sta con un colore di morte, smagrito e smunto per il timore d’essere ammazzato. Perciò sta ritirato nella casa del principe di Santo Buono, difesa da cannoni, cavalleria e fanteria, per assicurarsi da chi gli macchina la morte. La mattina del 13 stante mandò una delle compagnie dei lazzari alla casa di Antonello Mazzella eletto del popolo; e condotto da quelli nella sellaria, gli fu mozzo il capo, spogliato, strascinato, e poi appiccato per un piede nel mercato senz’averlo fatto confessare. E dicono che forzassero Ciccio Gensale, genero del Mazzella ed eletto prima consigliere della repubblica, a strascinare cogli altri il suo suocero; poi fu saccheggiata la casa fin alli chiodi, essendo richissima di denari e mobili. Il Mazzella nel principio dei rumori si ritirò a Procida sua patria, e ne fu cavato a violenza da gente popolare per farlo eletto, ipso renitente».