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Storia degli Italiani, vol. 10 (di 15)

Note 427 — CAPITOLO CXLVII. Quistioni giurisdizionali. Diritto cattolico. Il Sarpi e il Pallavicino.

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Il Botta, che pur la copia a tutto pasto, com’è il suo solito, e che s’ispira di tutti i suoi rancori, è costretto confessare che «l’odio acerbo che frà Paolo portava alla corte di Roma, il faceva dare alcuna volta in opinioni erronee ed in soverchia mordacità»; lib. XVI. Appena uscì la traduzione francese pel Courayer, il cardinale di Tencin emanò una pastorale fortissima contro quell’opera, intitolando frà Paolo vero protestante. L’autografo d’essa storia si conserva nella Marciana, e non differisce punto dallo stampato. Si conoscono varie confutazioni di frà Paolo, tra cui le osservazioni di Bernardino Florio arcivescovo di Zara, rimaste manoscritte. Abbiamo Frà Paolo Sarpi giustificato, dissertazioni epistolari di Giusto Nave, Colonia 1752, che credonsi del veneziano Giuseppe Bergantini, ovvero del Grisellini, e stampate a Lucca; come pure Justification de frà Paolo Sarpi, ou lettres d’un prêtre italien à un magistrat français etc., Parigi 1811, che sono del genovese Eustachio Degola. Alberto Mazzoleni, monaco nel bergamasco convento di Pontida, avea raccolto ben cinquanta volumi di documenti intorno al concilio, del quale volea scrivere la storia: morì senza farne nulla, e la sua collezione fu venduta al tirolese Antonio Mazzetti, che poi la lasciò alla città di Trento.

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