Note 407 — CAPITOLO CXLVII. Quistioni giurisdizionali. Diritto cattolico. Il Sarpi e il Pallavicino.
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Filippo II avendo fatto ammazzare dal famoso suo secretario Perez l’altro secretario Escovedo, il confessore di lui ne scolpava l’esecutore scrivendogli: — Secondo la mia opinione sopra le leggi, il principe secolare che ha potestà sopra la vita dei sudditi, come può torla loro per giusta causa e per giudizio in forma, può anche farlo senza tutto ciò, giacchè le forme e la sequela d’un processo sono nulla per lui, che può dispensarsene. Non v’è dunque colpa in un suddito che, per ordine sovrano, dà morte a un altro suddito: si dee credere che il principe diede quest’ordine per giusto motivo; come in diritto lo si presume sempre in tutte le azioni del sovrano». Lettera del settembre 1589 presso Mignet, A. Perez et Philippe II.
Il Sarpi dunque non era peggiore degli altri politici contemporanei.