Note 378 — CAPITOLO CXLVI. Rimbalzo Cattolico. Concilio Tridentino. Riforma morale.
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La carità a domicilio e i visitatori del povero, istituzioni tanto lodevoli dell’età nostra, appartengono anch’esse a quel medioevo, che tanti esempj ci potrebbe offrire studiato con benevolenza. Nel 1402, Pileo de Marini vescovo di Genova aveva istituito un uffizio per raccorre e distribuire limosine ai poveri della città. Questo magistrato della Misericordia fu poi amplificato, e aggiuntovi l’uffizio dei Poveri, i cui statuti furono fatti nel 1593. Sant’Antonino, non ancora arcivescovo di Firenze, il 1441 ordinò i Provveditori de’ poveri bisognosi, che dal popolo furono detti Buonomini di san Martino, i quali, divisi pei sestieri della città, soccorrevano a tutte le necessità dei poverelli, a maritar fanciulle, a dar letti, coperte, panni, medicine, a riscattare i pegni, a ritrarre dal vizio; con divieto alla pubblica autorità civile nè ecclesiastica d’intromettersene, o di mutarne gli ordini, o di esplorarne gli averi; tutto volendo affidato all’onestà de’ provveditori e alla Provvidenza. In tal modo si distribuivano l’anno quattordicimila zecchini, e diecimila nel secolo seguente. Passerini, Storia degli istituti di beneficenza di Firenze.