Note 374 — CAPITOLO CXLVI. Rimbalzo Cattolico. Concilio Tridentino. Riforma morale.
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Se ci piacquero tanto le epistole di Cicerone, non torceremo il labbro a questa che san Filippo Neri dirigeva a Clemente VII: — Santo Padre, cosa son io che i cardinali vengano a trovarmi? Jer da sera ci furono il cardinale di Cusa e Medici. E avendo io bisogno d’un po’ di manna, quest’ultimo me ne fece dare due once dall’ospedal di Santo Spirito, a cui n’ha procurato molta. Restò da me fin alle due di notte, dicendo di vostra santità tanto bene che parvemi troppo; giacchè, a parer mio, un papa dev’essere trasformato nell’umiltà stessa. Alle sette Cristo è venuto da me, e mi ha riconfortato col sacratissimo suo corpo. Vostra santità invece neppur una volta s’è degnato venire alla nostra chiesa. Cristo è Dio e uomo, eppure ogni qualvolta lo chiedo viene da me... Ordino a vostra santità di permettermi d’ascriver alle monache la figlia di Claudio Neri, alla quale da un pezzo avete promesso di prendervi cura de’ suoi figliuoli. E un papa deve mantener la parola; sicchè affidate a me questo affare ecc.».
Clemente sul foglio stesso gli rispondeva: — Il papa dice che la prima parte del viglietto sente d’ambizione, ostentando le frequenti visite dei cardinali; se pur non fosse per mostrare che queste sono persone pie, del che nessuno dubita. Che se non è venuto in persona, è colpa vostra, che non voleste mai esser cardinale. A quel che comandate consente, e che voi sgridiate quelle buone madri, come solete, con forza e autorità se non obbediscono alla bella prima. Di rimpatto vi comanda di curare la vostra salute, e non tornar a confessare senza ch’egli lo sappia; e che quando riceverete nostro Signore, preghiate per lui e per le permanenti necessità della repubblica cristiana». Negli Acta Sanctorum al 26 maggio.