Note 371 — CAPITOLO CXLVI. Rimbalzo Cattolico. Concilio Tridentino. Riforma morale.
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De modernis Jesuitarum moribus, col finto nome di Filadelfo, e la falsa data d’Ignatianopoli 1672. Il residente veneto a Roma, sotto il 12 aprile 1567, cioè ventisette anni dopo approvata la Società, scriveva alla Signoria: — Ha concesso sua santità a’ Gesuiti di poter tenere fin centomila scuti di monti, appresso le altre cose che possedono in questa città. Sono essi qui in gran numero, dipendendo da loro principalmente il culto divino e la educazione buona della gioventù, perciocchè tengono quattro case o palazzi principali, due de’ quali servono per abitazione loro, dove hanno le lor chiese mirabilmente frequentate, dove ogni giorno concorrono molte persone a confessarsi e comunicarsi, e nelle due altre maggiori si nutriscono, e disciplinano nella religione e nelle buone lettere più di quattrocento giovanetti con ordine singolare sotto nome di seminario e collegio germanico; oltre che per loro medesimi si tengono pubblicamente lezioni in ogni sorte di professioni, da leggi in fuori, e sono da sua santità adoperati in molte cose spettanti alla fede, da che si hanno acquistato appresso ognuno gran nome di bontà e di dottrina».