Note 263 — CAPITOLO CXLIV. Costumi. Opinioni. (continued 2)
Reading edition
Ripamonti, Historia mediolanensis, dec. IV. lib. V. p. 300; — Oltrocchi, Notæ ad vitam sancti Caroli, pag. 684-94.
Nell’archivio della curia di Milano esistono diversi processi contro maliardi ed eretici, e principalmente son notevoli la «Relazione di quanto fece san Carlo nella visita dei Grigioni (Instructiones pro iis qui in missionibus contra hæreticos versantur)»; i «Dubbj dati dal prevosto di Biasca», un de’ quali è: — Sono processati i sospetti d’arte diabolica, et il notar dice d’aver mandato i processi a Milano, nè altra provvision s’è visto: perciò vanno peggiorando con scandalo d’altri»; e un altro: — Sono alcuni mercanti i quali non osservano il decreto di non andare ne’ paesi d’heretici senza licenza, et sono difesi dalli signori temporali (svizzeri) perchè così fanno loro, però con precetto di non andar alla predica d’heretici, nè trattar con loro della religione».
Anche nella vita del cardinale Federico Borromeo nel 1608 si legge: — Ancora alcuni perseverano con i segni superstiziosi in guarir malìe, nè si può aver testimonj per formar processo. Si admettono chirurgi, medici et maestri di scuola senza far la professione della fede; et volendo noi che la faccino, il fôro secolare dice di voler loro far giurare di non far cosa illecita, nè usar cose diaboliche, e con questo si admettono persone vagabonde». Tutto ciò si riferisce alle tre valli di diocesi milanese, appartenenti agli Svizzeri.