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Storia degli Italiani, vol. 10 (di 15)

Note 270 — CAPITOLO CXLIV. Costumi. Opinioni. (continued 2)

Reading edition

Lettere del Pr. G. B. Carli al signor G. Tartarotti intorno all’origine e falsità della dottrina dei maghi e delle streghe; — Maffei, Arte magica dileguata. Verona 1750. — A queste uscì una risposta in Venezia l’anno stesso, Osservazione sopra l’opuscolo Arte magica dileguata di un prete dell’Oratorio, per dimostrare che, avanti e dopo Cristo, sempre vi furono maghi e streghe; e raccolgonsi passi de’ santi Padri che sembrano credere alle stregherie. Il padre Zacaria, annunziando l’opera del Tartarotti, disapprova il negar le magìe: — In una città m’accadde d’udir un medico spiritoso, il quale negava che si dessero indemoniati, tutto attribuendo alla fantasia di chi si crede offeso..... Ma perchè mai tanto impegno di relegare dentro l’inferno i demonj?» Storia letteraria d’Italia, 1750.

A disteso ho ragionato io di tal materia nella Storia universale e in quella degli Eretici d’Italia, e prima nella Storia della diocesi di Como, lib. VII. pag. 97 e seguenti, adducendo anche una sentenza motivata. Altre possono vedersi nel Mazzoni Toselli, Origini della lingua italiana, tom. III. p. 880, 1043, 1076, 1360.

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