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Storia degli Italiani, vol. 10 (di 15)

Note 121 — CAPITOLO CXLII. Poeti del secolo d’oro. Il teatro.

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Non è mio costume domandar perdono della verità. Ma voglio dire come, fa alquanti anni, credetti dover mio avvisare altamente i padri e i maestri del danno a cui esponevano la gioventù col darle in mano questo scrittore, che fra’ nostri è il più pericoloso perchè il più bello. Mi si levò ’ncontro la sfuriata de’ pedanti vecchi e de’ nuovi, e fu chi, a nome dell’Italia, mi sfidava a disdire o a provare l’ingiuria fatta al gran poeta. Miserabili! Inchinatevi agl’idoli del bello; ornate di balocchi i sonni e le orgie della vostra patria. Noi sentiamo nelle lettere una vocazione, un sacerdozio; noi abbiam bisogno, abbiamo dovere di ammonir la gioventù, e di avvezzarla a torcere dal bello, quando nemico del buono.

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