Note 143 — CAPITOLO CXLII. Poeti del secolo d’oro. Il teatro.
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Di una particolare favola scenica di Aurelio Vergerio parla così il Muzio nell’Arte poetica:
Il mio Vergerio già felicemente Con una sola favola due notti Tenne lo spettator più volte intento. Chiudean cinque e cinque atti gli accidenti Di due giornate; e ’l quinto, ch’era in prima, Poi ch’avea ’l caso e gli animi sospesi, Chiudeva la scena ed ammorzava i lumi. Il popolo, infiammato dal diletto, Ne stava il giorno che veniva appresso, Bramando ’l fuoco de’ secondi torchi; Quindi correa la calca a tutti i seggi, Vaga del fine, ed a pena soffriva D’aspettar ch’altri ne levasse i velti.