Note 136 — CAPITOLO CXLII. Poeti del secolo d’oro. Il teatro.
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Di se stessa cantava:
Un sol dardo pungente il petto offese Sì ch’ei riserba la piaga immortale Per schermo contro ogni amoroso impaccio. Amor le faci spense ove le accese, L’arco spezzò nell’avventar d’un strale, Sciolse ogni nodo all’annodar d’un laccio.
Nel 1558 si stampò un Tempio alla divina signora Giovanna d’Aragona, poetessa, moglie di Ascanio Colonna. Laura Battiferri, figliuola naturale d’un Urbinate e moglie dello scultore Ammanato, fece poesie, la più parte sacre, ed ebbe gran lodi da Bernardo Tasso, da Annibal Caro, da Benedetto Varchi. Isotta Brembati bergamasca fu poetessa lodatissima; sapeva latino e francese; in spagnuolo potè trattare affari proprj nel senato di Milano. Lucia Bertani genovese univa alla bellezza virtuosa il talento del poetare, e molto s’industriò per rappacificare il Castelvetro col Caro. Giulia Rigolini padovana scrisse in lode dell’Aretino, che la ripagò d’encomj; e fra i molti che la encomiarono, lo Scardeoni dice che compose rime e novelle al modo del Boccaccio insigni argumento, artificio mirabili, eventu vario et exitu inexpectato. Ersilia Cortese del Monte, nipote del cardinal Gregorio Cortese e moglie d’un nipote di Giulio III, fu lodata assai pe’ suoi versi, ma più per la virile virtù, con cui nello stato vedovile perseverò contro i tanti che vagheggiavano i meriti di lei o forse le signorie di cui l’avea dotata papa Giulio. Suor Lorenza Strozzi, domenicana di Firenze, scrisse centoquattro canti latini, più volte stampati e messi in musica, e che si cantavano per le chiese. Ponno aggiungersi Isabella d’Este, Argentina Pallavicino, Bianca e Lucrezia Rangone, Francesca Trivulzio, Maria di Cardona, Malvezzi, Angiola Sirena, Claudia della Rovere, Laura Terracina, le lucchesi Silvia Bandinelli e Clara Matriani, ecc. Vedansi Chiesa, Teatro delle donne letterate; Luisa Bergalli, Raccolta delle più illustri rimatrici d’ogni secolo; conte Leopoldo Ferri, Le donne letterate.