Note 89 — CAPITOLO CXLI. Lingue dotte. Risorgimento della italiana. La Crusca. La Critica.
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Molti italiani cultori dell’arabo nel cinquecento sono ricordati dal De Wette, Orientalische Studien, nell’Enciclopedia di Ersch e Gruber. In questi tempi fu famoso il rabino Barbanella (Abarbinel) portoghese, che, dopo esclusi gli Ebrei dalla penisola, venne alla corte di Ferdinando I di Napoli, dal quale e da Alfonso II fu adoprato in affari; all’invasione di Carlo VIII, seguì i reali a Messina, poi si collocò a Monopoli in Puglia, occupandosi in commenti sui libri santi e in combattere Aristotele. A nome del re di Portogallo andò a trattare colla repubblica a Venezia, ove morì di settant’anni, e fu onorato di splendidissime esequie. Accannito contro i Cristiani, da molti di questi fu confutato. Di due suoi figli, uno si fece cristiano, l’altro, Giuda, fu medico e poeta e scrisse dialoghi d’amore.