Note 44 — CAPITOLO CXL. Secolo di Leon X. Belle arti.
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Nel descrivere questa gli scappano molte verità di sentimento, e che «devono coloro che in cose ecclesiastiche s’adoperano, essere ecclesiastici e santi uomini, essendo che si vede, quando cotali cose sono operate da persone che poco credono e poco stimano la religione, che spesso fanno cadere in mente appetiti disonesti e voglie lascive, onde nasce il biasimo delle opere nel disonesto, e la lode nell’artificio e nella virtù».
Poc’anzi il sig. Didron scriveva: Vasari est coutumier de l’erreur, et je connais peu d’historiens qui se trompent plus souvent que lui, ou volontairement, ou par ignorance. — Annales archéologiques, 1856, pag. 23. Molti errori suoi furono raddrizzati nell’edizione fattane dal Le Monnier.