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Storia degli Italiani, vol. 10 (di 15)

Note 34 — CAPITOLO CXL. Secolo di Leon X. Belle arti.

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Il Roscoe, fra tante altre inesattezze, scrive che Leonardo non finì il Cenacolo, e che «non indicando se non per un semplice tratto la testa del suo personaggio principale, ha confessato la sua incapacità, e a noi rimane da compiangere o la poca audacia dell’artista, o l’impotenza dell’arte». Vita di Leone X, cap. 2. Anche il Vasari dice che «la testa di Cristo lasciò imperfetta». Invece il cardinal Federico Borromeo, nel Musæum stampato il 1625, loda tanto quella testa: Salvatoris os altum animi mœrorem indicat, qui gravissima moderatione occultatus atque suppressus intelligitur. Vedasi Gallenberg, Lionardo Vinci, Lipsia 1834. L’opera di Giuseppe Bossi sul Cenacolo è di mera accademia. Interessanti pubblicazioni su Lionardo si fecero quando nel 1871 se ne inaugurò il monumento a Milano. Vedi principalmente il Saggio delle opere di L. Da V., con 24 tavole litografiche tratte dal Codice Atlantico. Milano, Ricordi 1872, in gran folio.

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