Note 19 — CAPITOLO CXL. Secolo di Leon X. Belle arti.
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Vasari. Il Cicognara, Storia della scultura, lib. III. c. 2, c il Tambroni nell’edizione del Cennino sostengono averci pitture nostre a olio, anteriori a Giovanni da Brugia. Raspe, A critical essay on oil Painting, cita un manoscritto De artibus Romanorum di un Eraclio romano, che si suppone vissuto nell’XI secolo, ove si parla de omnibus coloribus oleo distemperatis, ma per dipingere muri a somiglianza di marmi.
Nei documenti che Sebastiano Ciampi trasse dalla sagristia pistoiese leggo al 1301 che, per dipingere la maestà (in Lombardia si dà ancora tal nome alle immaginette di foglio) furon date libre XXXIX trementina; e pro pretio centinarum quatuor linseminis ad operam magiestatis et aliarum figurarum quæ fiunt in majori ecclesia. Il padre Marchesi, nel Commentario alla vita di Antonello da Messina, raccolse tutte le ragioni pro e contro, e asserisce a Van-Eyck l’invenzione di stemperare i colori nell’olio vegetale, poi combinarli insieme, e condur francamente il pennello in modo che paja opera d’un sol getto, senza che occorra aspettare che le varie velature si asciughino.
* Il conte Giovanni Secco-Suardo (Sulla scoperta e introduzione in Italia dell’odierno sistema di dipinger ad olio, Milano 1858) tolse a chiarire che lo stemperare i colori nell’olio naturale di linseme non erasi mai fatto prima di Van-Eyck, che lo trovò fra il 1410 e il 1417: che Antonello, nato verso il 1414 da padre pittore, presso re Renato vide un quadro di Van-Eyck a olio, e invaghitosene, andò in Fiandra per apprenderne l’arte, e nel 1445 vi dipinse il Calvario ad Anversa. Tornato in patria, dipingeva ancora nel 1497, cioè avendo ottant’anni.