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Storia degli Italiani, vol. 09 (di 15)

Note 227 — CAPITOLO CXXXIV. Cominciamenti della Riforma religiosa.

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Non è fuor di tempo ricordare uno dei Discorsi di Tavola di Lutero: — Dice il proverbio che la roba dei preti va in crusca; e di fatto quei che ghermirono i beni delle chiese finirono per restare più poveri». Burcardo Hund, consigliere di Stato dell’elettor di Sassonia, soleva dire: — Noi nobili abbiamo aggiunto i beni de’ conventi ai nostri, e quelli mangiarono questi in modo che nè gli uni ci restarono, nè gli altri. E voglio raccontarvi una favoletta: L’aquila rapì un pezzetto di carne arrostita dall’altar di Giove, e lo portò agli aquilotti nel suo nido, e riprese il volo per cercare qualc’altra preda. Ma il carbone ardente era rimaso attaccato alla carne, cadde nel nido, v’appiccò il fuoco; e non potendo gli aquilotti ancora volare, bruciarono col nido. Così avviene a coloro che pigliano per sè i beni della Chiesa, i quali furon dati per onorar Dio o per sostenere la predicazione e il culto divino; devono perdere il loro nido e i pulcini, e soffrire nei corpi e nell’anima». Tischreden, pag. 292; Jena 1603.

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