← Table of contents
Storia degli Italiani, vol. 09 (di 15)

Note 154 — CAPITOLO CXXXII. Leone X e Luigi XII.

Reading edition

Monsignor Goro Gheri, governatore di Piacenza, scrive il 1514: — Egli è qua il Rovato, frate da zoccoli, el quale è valentuomo, e in questa città ha buona reputazione. E perchè questa città è divisa, da una parte di quella abitano Guelfi, dall’altra abitano i Ghibellini, di modo che l’una parte non va ad udire la predica nelle chiese che sono più propinque all’altra parte, e la chiesa cattedrale è la manco frequentata che ci sia dall’una delle parti: il frate Rovato, per trovare un luogo che sia più comune che si possa nella città all’una e l’altra parte, ha trovato una chiesa di San Protasio ecc.». Archivio storico, app. VI, 36.

A Giuliano de’ Medici rimandava il 1515 un memoriale, ove dice: — Questa città è divisa in due fazioni principali, cioè Guelfi e Ghibellini; e più particolarmente ci sono quattro case principali: due guelfe, cioè Scotti e Fontana; e due ghibelline, cioè Landesi e Anguissola: e con il nome di queste quattro famiglie si imborsano li officj di questa città e nello estraere detti officj non si fa alcuna menzione nè del principe nè della comunità, ma nelle borse dove sono le polizze è scritto la borsa de’ Landesi o la borsa degli Scotti, e così delle altre famiglie dette di sopra; cosa poco onorevole al principe e odiosa al popolo molto, perchè per questo modo ricevono una superiorità molto strana: e ne risulta che quelli che sono gentiluomini e uomini da bene fuggono intervenire nelle cose della comunità, e quelli che accettano detti officj, pro majori parte sono genti bisogna che seguino le voglie di chi dà loro li officj».

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings