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Storia degli Italiani, vol. 09 (di 15)

Note 103 — CAPITOLO CXXX. Romagna. I Borgia. Politica machiavellica.

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Il primo a dirlo credo fosse Alberigo Gentile, che (Legat. VIII. 9) scrive: Sui propositi non est tyrannum instituere, sed arcanis ejus palam factis, ipsum miseris populis nudum et conspicuum exhibere. Il cardinale Reginaldo Polo, che fu a Firenze pochi anni dopo la morte del Machiavelli, scrive che colà «molti cittadini, stati famigliari del Machiavelli, gli dissero che egli rispondeva sempre aver seguito non il proprio giudizio, ma l’animo di quello al quale dirigeva il libro del Principe: perchè egli odiando siffatti governi, avea sempre inteso a rovinarli; onde se quegli, a cui fu diretto il libro, avesse ascoltati e messi in opera i precetti, il suo regno sarebbe durato pochissimo, ed ei sarebbesi precipitato da sè». Apologia ad Carolum cæsarem, Brescia 1774, tom. I. p. 552.

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