Note 98 — CAPITOLO CXXX. Romagna. I Borgia. Politica machiavellica.
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Vedasi in tal proposito la consulta del modo di trattare i popoli della Valdichiana ribellati. Esposto il discorso ove Camillo dittatore propone ai Romani di rovinare il Lazio affinchè più non possa ribellarsi, e si vanta di averli, colle sue vittorie, messi in grado di operare a loro arbitrio, esorta a imitar quel savissimo popolo, che diroccò una città nemica, in un’altra mandò nuovi abitanti. «Io ho sentito dire che la storia è la maestra delle azioni nostre, e massime de’ principi: e il mondo fu sempre ad un modo abitato da uomini che hanno avuto sempre le medesime passioni; e sempre fu chi serve e chi comanda: e chi serve mal volentieri; e chi si ribella ed è represso... Dunque non era male per chi aveva a punire e giudicare le terre di Valdichiana, pigliare esempio, e imitar coloro che sono stati padroni del mondo.... Non si chiama assicurarsene lasciare le mura in piedi, lasciarvene abitare i cinque sesti di loro, non dare loro compagnia di abitatori che li tengano sotto, e non si governare in modo con loro, che, negli impedimenti e guerre che vi fossero fatte, voi non avessi a tenere più spesa in Arezzo che all’incontro di quello inimico che v’assaltasse ecc.»