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Storia degli Italiani, vol. 08 (di 15)

Note 338 — CAPITOLO CXXV. Viaggiatori italiani. Colombo. Le scoperte.

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Quell’uffizietto sta nella libreria Corsini di Roma. — Di Colombo parlammo estesissimamente nella Storia universale e negli Italiani illustri, e forse non senza novità. È notevole che egli non accenna mai Marco Polo, sebbene si fondi continuamente sulle tradizioni di quello.

Nel 1670 Filippo re di Spagna donava alla repubblica genovese un codice in pergamena, foglio piccolo, legato in cordovano con mazzetto d’argento, e chiuso in una busta di cordovano con serratura d’argento. Era una raccolta fatta da Colombo stesso de’ proprj titoli a quella scoperta, e de’ privilegi venutigli; di cui fece fare due copie, spedendole a Nicolò Oderigo confidente suo, acciocchè le ponesse in luogo sicuro. Nelle ultime vicende di Genova andarono disperse. Una, portata a Parigi, fu ricuperata; l’altra si ritrovò nella biblioteca del conte Michelangelo Cambiaso, e il corpo dei Decurioni la comprò, e ne fece eseguire la traduzione dal padre Spotorno e la stampa, col titolo di Codice diplomatico Colombo-Americano, ossia raccolta di documenti originali e inediti, spettanti a Cristoforo Colombo, alla scoperta e al governo dell’America. 1822.

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