Note 277 — CAPITOLO CXXIV. Industria e commercio.
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Possediamo siffatti statuti di molte città italiane, e nominatamente di Trani e Amalfi, la cui Tavola fu edita a Napoli nel 1844 dal principe d’Ardore, copiandola dai manoscritti del Foscarini: Capitula et ordinationes curiæ maritimæ nobilis civitatis Amalphæ, quæ in vulgari sermone dicuntur la Tabula de Amalphu, nec non consuetudines civitatis Amalphæ.
Al testo del Consolato de’ fatti marittimi suol precedere una nota, che indica i paesi dove quello fu accettato; per esempio, Roma nel 1075, Genova nel 1186; ma non ha aspetto d’autenticità. Carlo Targa e Giuseppe Maria Casaregi, giureconsulti genovesi, illustrarono il Consolato in modo che i loro commenti divennero regola della navigazione del Mediterraneo.
Il Consolato sanciva che, in tempo di guerra, le merci neutre caricate dal nemico sono libere, e non possono sequestrarsi, mentre invece la bandiera neutra non protegge merce nemica. Al contrario, le città del Baltico sosteneano il mare libero, non per generosità e giustizia, ma perchè soli navigando quel mare, vi trovavano il proprio conto, senza concedere reciprocanza alle potenze belligeranti. Sono divergenze che furono dibattute nei libri, nei congressi e colle armi.