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Storia degli Italiani, vol. 08 (di 15)

Note 249 — CAPITOLO CXXIV. Industria e commercio.

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Apud Carli, Zecche d’Italia, tom. II, p. 173. — Nel 1308, i Fiorentini al Comune di Lucca scriveano: Quia desideramus quod comune nostrum desiderium, quod inest nobis et vobis, felicem sortiatur effectum, tractatum est sæpe sæpius de concordia cum nostris mercatoribus per vos faciendo, circa spectantia ad passagia et gabellas etc. Archivio storico, tom. VI, p. 16. Di là (p. 20) appare che in quell’anno gli Ugolotti e i Nerli fiorentini aveano fatto una società a Ala di Svevia per batter la moneta di quel paese.

L’anno stesso, venendo da Venezia a Reggio cinque balle di panni dorati, e una di perle, anelli, panni, libri ed altre preziosità, spettanti a mercanti fiorentini, furono prese da Ilo di Cannela e Nicolò da Luni e complici. Laonde il Comune di Firenze interessava il Comune di Reggio a procurarne la restituzione, riflettendo quanto onore e vantaggio traesse dal passaggio delle merci fiorentine (p. 24) Altre querele simili sono a leggervi.

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