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Storia degli Italiani, vol. 08 (di 15)

Note 160 — CAPITOLO CXXII. Scienziati. I libri. La stampa.

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La sua opera è stampata «sulle rive del Benáco, nel quale si pescano i migliori carpioni, e le cui rive sono sparse di belle antichità». Uno de’ trattatelli suoi è intitolato: Modus solvendi varios casus figurarum quadrilaterarum rectangularum per viam algebræ. Nº cioè numero, indica il noto; Co cioè cosa, l’incognito; il quadrato Ce (censo); il cubo, Cu; p ed m vagliono + e -. Dove oggi scriviamo 3x + 4x2 - 5x3 + 2x4 - 6, allora facevasi 3 co. p. 4 ce. m. 5 cu. p. 2 ce. m. 6 Nº.

Guglielmo Libri farebbe il + e il - inventati da Leonardo da Vinci; mentre Chasles (Aperçu historique sur l’origine et le développement des méthodes en géométrie, Bruxelles 1837), gli attribuisce a Stiffels.

«E perchè noi seguitiamo per la maggior parte Lionardo Pisano (Fibonacci), io intendo di chiarire che quando si porrà alcuna proposta senza autore, quella sia di detto Lionardo». Queste parole della Summa de arithmetica geometria purghino il Pacioli dalla taccia datagli di plagiario.

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