Note 165 — CAPITOLO CXXII. Scienziati. I libri. La stampa.
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Plutarco (in Catil.) le fa inventare da Cicerone all’occasione della congiura di Catilina. Cicerone scrivendo ad Attico (lib. XIII) gli dice: — Tu non avrai forse intesa quella cosa perchè scritta διὰ σεμνῶν, per segni». Altri ne dicono autore Tirone suo liberto, da cui si chiamarono tironiane; e Dione Cassio (lib. LV) asserisce che Mecenate fece pubblicare queste note per Aquila suo liberto. Celebri tachigrafi antichi furono Perunnio, Pilargio, Pannio, e infine Seneca. San Cipriano aggiunse altre note alle già inventate, e tutte le adattò all’uso della religione. Prudenzio nell’inno di san Cassiano canta:
Verta notis brevibus comprendere cuncta peritus Raptimque punctis dicta præpetibus sequi.
Origene, sant’Agostino, san Girolamo parlano dei tachigrafi.