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Storia degli Italiani, vol. 08 (di 15)

Note 55 — CAPITOLO CXVII. I papi in Avignone. Il grande scisma. La Chiesa e i Concilj.

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«Pregovi per l’amore di Cristo crocifisso, che, più tosto che potete, voi n’andiate al luogo vostro dei gloriosi Pietro e Paolo; e sempre dalla parte vostra cercate d’andare sicuramente, e Dio dalla parte sua vi provvederà di tutte quelle cose che saranno necessarie a voi.

«Poniamo che abbiate ricevute grandissime ingiurie, avendovi fatto vituperio e toltovi il vostro; nondimeno, padre, io vi prego che non ragguardiate alle loro malizie, ma alla vostra benignità, e non lasciate però d’oprare la nostra salute. La salute loro sarà questa, che voi torniate a pace con loro, perocchè il figliuolo che è in guerra col padre, mentre che vi sta, egli il priva dell’eredità sua. Oimè, padre, pace per l’amore di Dio, acciocchè tanti figliuoli non perdano l’eredità di vita eterna; che voi sapete che Dio ha posto nelle vostre mani il dare, il togliere questa eredità, secondo che piace alla benignità vostra. Voi tenete le chiavi, ed a cui voi aprite si è aperto, ed a cui voi serrate è serrato; così disse il dolce e buono Gesù a Pietro, il cui loco voi tenete. Adunque imparate dal vero padre e pastore; perocchè vedete che ora è il tempo da dare la vita per le pecorelle che sono escite fuora del gregge. Convienvele dunque cercare e racquistare con la pazienza, e con la guerra andare sopra gl’infedeli, rizzando il gonfalone dell’ardentissima e dolcissima croce: al qual rizzare non si convien più dormire, ma destarsi e rizzarlo virilmente.

«Rizzate, babbo, tosto il gonfalone della santissima croce, e vedrete i lupi diventare agnelli. Pace, pace, pace, acciocchè non abbia la guerra a prolungare questo dolce tempo: ma se volete far vendetta e giustizia, pigliatela sopra di me miserabile, e datemi ogni pena e tormento che piace a voi insino alla morte. Credo che per la puzza delle mie iniquità sieno venuti molti difetti e molti inconvenienti e discordie: dunque sopra me, misera vostra figliuola, prendete ogni vendetta che volete. Ohimè, padre, io muojo di dolore e non posso morire. Venite, venite, e non fate più resistenza alla volontà di Dio che vi chiama; e l’affamate pecorelle v’aspettano, che veniate a tenere e possedere il luogo del vostro antecessore e campione apostolo Pietro; perocchè voi, come vicario di Cristo, dovete riposarvi nel luogo vostro proprio. Venite dunque, venite, e non più indugiate, e confortatevi e non temete di alcuna cosa che avvenire potesse, perocchè Dio sarà con voi».

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