Note 5 — CAPITOLO CXII. Gian Galeazzo Visconti, e sue brighe colla Toscana. Il Milanese eretto in ducato.
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Qui finiscono i tre Villani, carissimi storici, la cui mancanza è irreparabile.
Giovanni Cavalcanti racconta che, quando all’Acuto si pagò grandissima quantità di fiorini, esso ne cavò seimila, e li regalò a Spinello (di Luca Alberti) tesoriere, per le fatiche che ebbe. Spinello ringraziò, e «tornando a Firenze, scavalcò alla porta del palagio, e a’ signori raccontò tutto il convenente, e a loro diè la ricca borsa dicendo: Mandateli alla camera con uno bullettino di commissione ch’io li metto ad entrata del Comune. E così seguì. Questo Spinello invecchiò nell’uffizio di tesoriere, ed alla sua morte non gli si trovò tanto lenzuolo che vi si fasciasse il suo corpo». Storie fior., tom. II. app. p. 491-93.