Note 100 — CAPITOLO XCVIII. Costumi. — Liete usanze. — Spettacoli.
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Il 2 luglio, da ciascuna delle diciassette contrade a cui son ridotte le sessanta della decaduta Siena, eleggevasi un condottiere, e divisati variamente, concorreano sulla stupenda piazza del Campo, fatta a guisa d’una conchiglia, della circonferenza di trecentottanta metri, circondata da fabbriche eleganti e col bel casino dei nobili, avente statue e rilievi, e dipinti di Jacopo della Quercia e de’ fratelli Rustici. Nel secolo XIV si faceano corse di tori, poi nel 1590 si sostituirono corse di bufali, nel 1650 di cavalli, e così si mantiene finora, trasferitolo al 16 agosto, con una marcia trionfale, dove i capitani vestono come nel medioevo i colori del quartiere, onorando un carro della Madonna; poi lanciansi a corso i cavalli, e non potrebbe descriversi la smania che quel popolo mostra per la sorte della gara; invocano Dio e la Madonna e il santo speciale di ciascuna contrada, urlano, piangono, finchè sia assicurato il vincitore: allora letteralmente portano lui e il cavallo in trionfo, e fin alla chiesa della contrada, ove si depone in voto la bandiera.