Note 43 — CAPITOLO XCVI. Le Repubbliche marittime. Costituzione di Venezia.
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Johannes, Dei gratia Venetiarum, Dalmatiæ atque Croatiæ dux, dominus quartæ partis et dimidii totius imperii romani, de consensu et voluntate minoris et majoris consilii sui, et communis Venetiarum, ad sonum campanæ et vocem præconis more solito congregati, et ipso consilio etc. Vedi tom. VI, p. 264.
Non è senza singolarità che, d’un Governo durato fin all’età nostra, sia così vacillante e oscura la descrizione; ogni autore cambia e l’epoca e le attribuzioni de’ varj magistrati; il Daru peggio degli altri, se si credesse a Giacomo Tiepolo (-1812), il quale lo accompagnò d’un nojosissimo commento; ma il Tiepolo stesso è smentito da posteriori, che neppur essi n’andarono senza contraddizione; ed ognuno taccia l’altro d’ignorante, di negligente, di invido, di denigratore. Certamente il Daru conobbe pochissimo di quel meccanismo complicato; e sebbene, scrivendo sotto il despotismo napoleonico, per allusione disapprovi gli arbitrj altrui e l’onnipotenza della Polizia, però frantende o disama le libertà storiche. Eppure è il solo letto e ristampato: ma come lamentarcene se non facciamo di meglio? il criticare è facile, non tanto il fare.