Note 24 — CAPITOLO XCV. Toscana.
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Allora i Pisani furono costretti cedere il forte di Motrone, posto al mare presso la cittadina che fu detta Pietrasanta, dal podestà di quell’anno Guiscardo da Pietrasanta milanese. I Fiorentini stanziarono distruggerla, come costosa e difficile a tenersi. I Pisani, temendo la conservassero, e così tenessero un piede sul mare, spedirono a Firenze chi segretamente persuadesse a demolirla. L’incaricato si diresse ad Aldobrandino Ottobuoni, cittadino povero, molto ascoltato; e gli offerse quattromila zecchini se inducesse i suoi colleghi a ciò che appunto il giorno innanzi era stato risolto. Aldobrandino argomentò che, se i Pisani desideravano tanto la distruzione di quel forte, segno era che tornava meglio conservarlo; onde agli anziani seppe ciò persuadere, e la sua generosità non fu conosciuta se non per opera dei nemici. G. Villani, vi. 63. I vincitori di Monteaperti lo cavarono dal sepolcro ove da tre anni posava, e lo trascinarono in una cloaca.