Note 133 — CAPITOLO XCIX. Belle arti.
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In Napoli vedeasi Federico II in trono, e Pier delle Vigne in cattedra, e lor davanti il popolo che chiedeva giustizia con questi versi:
Cæsar amor legum, Federice piissime regum, Causarum telas, nostras resolve querelas:
e Federico additando Pietro, rispondeva:
Pro vestra lite censorem juris adite. Hic est, jura dabit, vel per me danda rogabit:
e a Pietro usciva di bocca:
Vinea cognomen, Petrus judex est tibi nomen.
Le pitture di Subiaco si sa dalle cronache che furono fatte sotto i papi Innocenzo III, Onorio III, Gregorio IX, cioè dal 1198 al 1241. Ora vi si legge magister Consulus pinxit hoc opus. Sarebbe dunque un pittore antichissimo, romano probabilmente di nazione come di nome; e se tutte son di sua mano, mostrerebbero che già staccavasi dalla secchezza de’ Bisantini.