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Storia degli Italiani, vol. 07 (di 15)

Note 375 — CAPITOLO CX. Roma senza papi. — Cola di Rienzo.

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«Pinse una similitudine in questa forma. Era pinto un grandissimo mare, le onde orribili e forte turbate; in mezzo a questo mare stava una nave poco meno che soffocata, senza timone, senza vela. In questa nave, la quale per pericolare stava, ci era una femmina vedova, vestita di nero, cinta di cingolo di tristezza, sfessa la gonnella da petto, sciliati li capelli, come volesse piangere; stava inginocchiata, incrociava le mani piegate al petto per pietade in forma di pregare che suo pericolo non fosse; lo soprascritto dicea, Questa è Roma. Attorno questa nave da la parte di sotto nell’acqua stavano quattro navi affondate, le loro vele cadute, rotti li arbori, perduti li timoni. In ciascuna stava una femmina affogata e morta; la prima avea nome Babilonia, la seconda Cartagine, la terza Troja, la quarta Gerusalemme. Lo soprascritto diceva, Queste cittadi per la ingiustizia pericolaro, e vennero meno. Una lettera esciva fuora fra queste morte femmine, e diceva così:

Sopra ogni signoria fosti in altura, Ora aspettiamo qua la tua rottura.

Dal lato manco stavano due isole. In una isoletta stava una femmina che sedea vergognosa, e diceva la lettera, Questa è Italia; favellava questa e diceva così:

Tollesti la balìa ad ogni terra, E sola me tenesti per sorella.

Nell’altra isola stavano quattro femmine colle mani a le gote e a li ginocchi, con atto di molta tristezza, e diceano così:

D’ogni virtude fosti accompagnata, Ora per mare vai abbandonata.

Queste erano le quattro virtudi cardinali, cioè Temperanza, Giustizia, Prudenza e Fortezza. Da la parte ritta stava una femmina inginocchiata; la mano distendeva al cielo come orasse; vestita era di bianco, nome avea Fede cristiana, e lo suo verso dicea così:

O sommo padre, duca e signor mio, Se Roma pere, dove starò io?

Ne lo lato ritto de la parte disopra stavano quattro ordini di diversi animali colle sue ale, e tenevano corna alla bocca, e soffiavano come fossino venti, li quali facessero tempestate al mare, e davano ajutorio a la nave, che pericolasse. A lo primo ordine erano lioni, lupi e orsi; la lettera diceva, Questi sono li potenti baroni e rei rettori. A lo secondo ordine erano cani, porci e caprioli; la lettera diceva, Questi sono li mali consiglieri seguaci de li nobili. A lo terzo ordine stavano pecoroni, dragoni e volpi; la lettera diceva, Questi sono li falsi officiali, giudici e notarj. A lo quarto ordine stavano lèpori, gatti, capre e scimmie; la lettera diceva, Questi sono li popolari ladroni micidiali adulteratori e spogliatori. Ne la parte disopra stava lo cielo; in mezzo la Majestade divina come venisse al giudizio; due spade l’escivano dalla bocca di là e di qua; dall’uno lato stava santo Pietro, e dall’altro santo Paolo in orazione. Quando la gente vidde questa similitudine di tale figura, ogni persona si maravigliava».

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