Note 374 — CAPITOLO CX. Roma senza papi. — Cola di Rienzo.
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Della deputazione a Clemente VI facea parte il Petrarca; e l’orazione recitata da lui in quell’occasione, è una prosopopea ove Roma parla come una vedova la quale si lagni dell’assente marito. E gli dipinge tutti i meriti della città, fra’ quali principalmente le tante reliquie ond’è ricca la cuna di Cristo, i capelli della Madonna e parte della sua veste, la verga d’Aronne, l’arca dell’alleanza, un dito di sant’Agnese coll’anello nuziale che lo ornava, la testa di san Pancrazio che sudò sangue e versò lacrime quando i sacerdoti la sottraevano all’incendio appiccatosi a San Giovanni Laterano. Carminum, lib. II.