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Storia degli Italiani, vol. 07 (di 15)

Note 373 — CAPITOLO CX. Roma senza papi. — Cola di Rienzo.

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Il prefetto di Roma dopo il senatore aveva il primo luogo, esercitato da baroni romani; ed aveva carico di mantenere la patria abbondante, e di tenere purgate e sicure le strade della campagna di Roma, nette da ladroni ed assassini, e con rigore li castigava. Però gli andava avanti un putto con la frusta; e le città, terre, castelli erano obbligati di mantenergli i soldati. E quando i pontefici coronavano gl’imperadori, egli teneva la corona imperiale, e andavagli sempre avanti vicino al pontefice; e nelle pompe portava una bacchettina d’oro in mano. E quest’uffizio lo esercitò molto tempo la nobilissima famiglia di Vico, concessole dal popolo romano e da’ pontefici in eredità successiva pe’ benemeriti di questa famiglia; ma poi per la loro mala vita ed enormi scelleraggini la perseguitarono con l’arme e la estinsero, e lo uffizio diedero ad altre famiglie nobili romane. Antiq. M. Æ., II. 858.

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