Note 369 — CAPITOLO CX. Roma senza papi. — Cola di Rienzo.
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Al principio del XII secolo Avignone era sottomessa ai conti di Tolosa, di Provenza, di Forcalquier; della qual divisione profittando i cittadini, di buon’ora se ne emanciparono, e si unirono col vescovo. Nel 1154 già si davano statuti e forma comunale sotto la presidenza del vescovo Gaufredo, e si conserva quella carta, donde appare l’amichevole cooperazione dei poteri. Sussisteva però ancora il visconte, subordinato al conte di Provenza, ma restò vinto, e cessò verso il 1190. Allora Avignone prosperò grandemente, costruì sul Rodano un ponte lungo un quarto di lega, eppure gli abitanti erano esenti da ogni tassa o gabella.
Il governo consolare era composto:
1º di due o quattro e fin otto consoli che univano l’amministrazione, la giurisdizione, il comando militare;
2º di un giudice annuo;
3º di un consiglio della città composto di nobili, di borghesi e del vescovo che rappresentava la città e dava la direzione degli affari;
4º di un parlamento a cui avean parte tutti i cittadini.
Nel 1225 si scelse un podestà, come aveano fatto Marsiglia e Arles; annuo, straniero e intitolato Dominus.