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Storia degli Italiani, vol. 07 (di 15)

Note 365 — CAPITOLO CIX. Incrementi di Firenze. Il duca d’Atene. La Morte nera. Petrarca e Boccaccio.

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Me ne appello ai primi pretesi versi, si digito callemus et aure:

Novellamente, Francesco, parlai Coll’onestade; Ed a preghiera di molte altre donne Mi lamentai con lei, e dissi Ch’erano molti, ch’avean scritti libri, Costumi ornati d’uom, ma non di donna. Sicch’io pregava lei Che per amor di sè, E per amor di questa sua compagnia, Ch’à nome cortesia; Ed anco per vestir l’altre donne con meco Di quello onesto manto, ch’ella hae seco, E ch’ella porge a quelle che voglion camminare Per la via de’ costumi, degnasse di parlare Con questa donna, che si appella Industria; E seco insieme trovassono uno modo Che l’altra donna, ch’ha nome Eloquenza, Parlasse alquanto di questa materia, E ’l suo parlare si trovasse in scritto.

Rimase inedito fin al 1815.

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