Note 362 — CAPITOLO CIX. Incrementi di Firenze. Il duca d’Atene. La Morte nera. Petrarca e Boccaccio.
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Petrarca designa così il tempo del suo innamoramento:
Era il giorno che al sol si scoloraro Per la pietà del suo fattore i rai, Quand’io fui preso...
Boccaccio nel Filocopo: — Avvenne un giorno, la cui prima ora Saturno aveva signoreggiata, essendo già Febo co’ suoi cavalli al sedicesimo grado del celestial montone pervenuto, e nel quale il glorioso partimento del figliuolo di Giove dagli spogliati regni di Plutone si celebrava, io della presente opera componitore mi trovai in un grazioso e bel tempio in Partenope, nominato da colui che, per deificarsi, sostenne che fosse fatto di lui sacrificio sopra la grata... e già essendo la quarta ora del giorno sopra l’oriental orizzonte passata, apparve agli occhi miei l’ammirabile bellezza della prefata giovane». Cioè la domenica di Pasqua 8 aprile, in San Lorenzo di Napoli.