Note 359 — CAPITOLO CIX. Incrementi di Firenze. Il duca d’Atene. La Morte nera. Petrarca e Boccaccio.
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Vedi Sonetto 192, 121. 87. E nella Canzone x:
Pace tranquilla senza alcun affanno, Simile a quella che nel cielo eterna Move dal loro innamorato riso
cioè degli occhi; e che da questi move
un dolce lume Che mi mostra la via che al ciel conduce. Canz. IX.
E più disteso nel Trionfo della Morte:
Più di mille fïate ira dipinse Il volto mio, ch’amor ardeva il core; Ma voglia in me, ragion giammai non vinse. Poi, se vinto te vidi dal dolore, Drizzai ’n te gli occhi allor soavemente, Salvando la tua vita e il nostro onore... S’al mondo tu piacesti agli occhi miei, Questo mi tacio: pur quel dolce nodo Mi piacque assai che intorno al core avei... Fur quasi eguali in noi fiamme amorose, Almen poi ch’io m’avvidi del tuo foco; Ma l’un l’appalesò, l’altro l’ascose.