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Storia degli Italiani, vol. 07 (di 15)

Note 345 — CAPITOLO CIX. Incrementi di Firenze. Il duca d’Atene. La Morte nera. Petrarca e Boccaccio.

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Indicò chiaramente gli antipodi e il centro di gravità della terra; fece argute osservazioni sul volo degli uccelli, sulla scintillazione delle stelle, sull’arco baleno, sui vapori che formansi nella combustione (Inf., XIII. 40. XIV. III; Purg., II. 14. XV. 16; Par., II, 35. XII. 10), sull’origine delle meteore acquose (Ben sai come nell’aer si raccoglie Quell’umido vapor che in acqua riede Tosto che sale dove freddo il coglie), e sulla teoria de’ venti (il vento Impetuoso per gli avversi ardori), sul rapporto fra l’evaporazione del mare e le correnti de’ fiumi (In fin là, ’ve si rende (l’Arno) per ristoro, Di quel che il ciel della marina asciuga, Ond’hanno i fiumi ciò che va con loro). Prima di Newton assegnò alla luna la causa del flusso e riflusso (E come ’l volger del ciel della luna, Copre e discopre i lidi senza posa. Par., XVI). Prima di Galileo attribuì il maturar delle frutte alla luce che fa esalare l’ossigeno (Guarda il color del Sol che si fa vino Giunto all’umor che dalla vite cola. Purg., XXV). Prima di Linneo e dei viventi dedusse la classificazione dei vegetali dagli organi sessuali, e asserì nascer da seme le piante anche microscopiche e criptogame (Ch’ogn’erba si conosce per lo seme. Ivi, XVI; Quando alcuna pianta Senza seme palese vi s’appiglia. Ivi, XXVIII). Sa che alla luce i fiori aprono i petali e scoprono gli stami e i pistilli per fecondare i germi (Quali î fioretti dal notturno gelo Chinati e chiusi, poi che ’l sol gl’imbianca, Si drizzan tutti aperti in loro stelo. Inf., II); e che i succhi circolano nelle piante (Come d’un tizzo verde ch’arso sia Dall’un de’ capi, che dall’altro geme E cigola per vento che va via. Ivi, XIII). Prima di Leibniz notò il principio della ragion sufficiente (Intra duo cibi distanti e moventi D’un modo, prima si morria di fame Che liber uom l’un si recasse a’ denti. Par., IV). Prima di Boussingault e Liebig assegnò le rimutazioni della materia (Il ramo Rende alla terra tutte le sue spoglie). Prima di Bacone pose l’esperienza per fonte del sapere (Da questa istanzia può deliberarti Esperienza, se giammai la provi, Ch’esser suol fonte a’ rivi di vostr’arti. Ivi, II). Anzi l’attrazione universale vi è adombrata, cantando — Questi ordini di su tutti rimirano, E di giù vincon sì che verso Dio Tutti tirati sono e tutti tirano» (Par., XXVIII). Indica pure la circolazione del sangue, dicendo in una canzone: — Il sangue che per le vene disperso Correndo fugge verso Lo cor che il chiama, ond’io rimango bianco». Il che più circostanziatamente esprime Cecco d’Ascoli nell’Acerba:

Nasce dal cuore ciascuna arteria E l’arteria sempre dov’è vena; Per l’una al core lo sangue si mena, Per l’altra vien lo spirito dal core; Il sangue pian si move con quiete.

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