Note 343 — CAPITOLO CIX. Incrementi di Firenze. Il duca d’Atene. La Morte nera. Petrarca e Boccaccio.
Reading edition
Si confronti la descrizione della sera. Dante, Purg., VIII: — Era l’ora che volge il desìo e intenerisce il cuore dei naviganti il dì che dissero addio ai cari amici; e che punge d’amore il nuovo pellegrino se ode squilla da lontano che sembri piangere il giorno che si muore». Petrarca: — Poichè il sole si nasconde, i naviganti gettan le membra in qualche chiusa valle sul duro legno o sotto l’aspre gòmone. Ma perchè il sole s’attuffi in mezzo l’onde, e lasci Spagna e Granata e Marocco dietro le spalle, e gli uomini e le donne e ’l mondo e gli animali acquetino i loro mali, pure io non pongo fine al mio ostinato affanno».