Note 330 — CAPITOLO CIX. Incrementi di Firenze. Il duca d’Atene. La Morte nera. Petrarca e Boccaccio.
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Con lei foss’io da che si parte il sole, E non ci vedess’altri che le stelle.... Solo una notte, e mai non fosse l’alba, E non si trasformasse in verda selva Per uscirmi di braccia.... Pigmalïon, quanto lodar ti dèi Dell’immagine tua, se mille volte N’avesti quel ch’io sol una vorrei.
E De contemptu mundi, dial. III: Nullis mota precibus, nullis victa blanditiis, muliebrem tenuit decorem, et adversus suam simul et meam ætatem, adversus multa et varia quæ adamantinum flectere licet spiritum debuissent, inexpugnabilis et firma permansit.