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Storia degli Italiani, vol. 07 (di 15)

Note 261 — CAPITOLO CIV. Gli storici del medioevo.

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Si declamò tanto contro il poeta francese Lamartine perchè chiamò l’Italia la terra dei morti; e quand’era affisso all’ambasciatore francese a Firenze, dovette darne soddisfazione colla spada a Gabriele Pepe. Eppure la frase stessa si trova nel Sismondi, autore de’ più benevoli all’Italia e apprezzato per liberalità. Nel capo 126 della Storia delle Repubbliche dice chiaro che, «sia che si osservi tutta intera l’Italia, e si esamini la natura del suolo o le opere dell’uomo e l’uomo stesso, sempre si crede essere nel paese de’ morti, vedendo insieme la debolezza della generazione presente e la possa di quelle che la precedettero». La sottintendono poi tutti quelli che oggi non san parlare che del risorgimento dell’Italia.

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