Note 259 — CAPITOLO CIV. Gli storici del medioevo.
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«Sereno cominciò a voler raccorciare il piviale a Donato (al 719). Ma un grand’imbroglio era il dover correre dietro a costoro (722). Non sapevano digerirla d’aver per signore un imperatore empio (728). Per timor della pelle se ne tornò a Roma (731). S’imbrogliarono in quest’anno non poco gli affari d’Italia (740). Cammina con tutti i piedi lo zelante gridar del papa (770). Vedendo il re Carlo esser un osso duro quella città (773). Cosa manipolassero insieme papa Giovanni e Bosone, si raccoglie da... (878). Federico, quant’era da lui, avrebbe ridotto il papa a portar il piviale di bombagina (1239). Mastino cominciò a imbrogliarsi col comune di Venezia (1336). L’armata veneta gli diede un giorno una buona spelazzata (1509). Gli arrabbiati villani non furono pigri a menar le griffe (ivi). Il vicerè ebbe dei meremur dal re cattolico (1563). Parea che a Leopoldo non mancasse mai qualche miracolo in saccoccia per risorgere (1704). Per lui Cola da Rienzo è un vile, Masaniello un arlecchino finto principe.