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Storia degli Italiani, vol. 07 (di 15)

Note 226 — CAPITOLO CIII. Bonifazio VIII. — Dante politico e storico.

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Clemente V «fu uomo molto cupido di moneta e simoniaco, che ogni beneficio per moneta in sua corte si vendea; e fu lussurioso, che palese si diceva che tenea per amica la contessa Palagorgo, bellissima donna, figliuola del conte di Fos. E lasciò i suoi nepoti e suo lignaggio con grandissimo e innumerabile tesoro; e dissesi che vivendo il detto papa, essendo morto un suo nepote cardinale cui elli molto amava, costrinse uno grande maestro di nigromanzia che sapesse che fosse dell’anima del nipote. Il detto maestro, fatta sua arte, un cappellano del papa molto sicuro fece portare alle demonia allo inferno, e mostrogli visibilmente un palazzo dentrovi un letto di fuoco ardente, nel quale era l’anima del detto suo nepote morto, dicendoli che per la sua simonia era così giudicato. E vidde nella visione fatto un altro palazzo allo incontro, il quale li fu detto si facea per papa Clemente; e così rapportò il detto cappellano al papa, il quale mai poi non fu allegro e poco vivette appresso». Villani.

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