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Storia degli Italiani, vol. 06 (di 15)

Note 407 — CAPITOLO XCII. Fine degli Svevi e della seconda guerra delle Investiture.

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Sunt qui dicunt per pontificem et cardinales, ut Conradus et cæteri in eorum potestatem et carcerem venirent, fuisse decretum. Quod ne accideret, Carolus sategit. Ricobaldo Ferr. e Pipino nei Rer. It. Scrip., VIII. 137. IX. 684.

Dicono che il papa, interrogato dal re che dovesse farne del prigioniero, rispondesse: — La vita di Corradino è morte di Carlo; la vita di Carlo è morte di Corradino». Se il Giannone, nella sua servilità ai re, che poi doveano ripagarlo di tal moneta, bevette questa brutalità colla sua solita irriflessione, la trovò improbabile perfino il Sismondi, così corrivo in tutto ciò che denigri i pontefici. Anche il sardo cronista di Pisa e ghibellino scrive che Carlo mandò al papa chiedendo «ciò che di loro dovesse fare», e che il papa rispose che «non era consiglio di prete che altri andasse alla justizia». Secondo il Chron. imaginis mundi, la risposta di Clemente fu: De Conradino filio iniquitatis vindictam non querimus, nec justitiam denegamus; nei Monum. Hist. patriæ.

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